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Domaso
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mwhgDomaso (mwhwDumaas in mwiadialetto comascocite-ref-4[4]cite-ref-5[N 1], mwkqmwkgAFI: /duˈmaːs/) è un mwlacomune italiano di mwlq1 393 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwmgprovincia di Como in mwmwLombardia. Si trova a 52mwna km dal capoluogo e fa parte della mwnqComunità montana Valli del Lario e del Ceresio.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Note
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Geografia fisica
Domaso, che si trova nella zona nord-occidentale del mwoqLago di Como, si sviluppa tra la zona della mwogfoce del mwowtorrente Livo e i fianchi del Sasso Pelo.mwpamwpqcite-ref-6222-6-0[5]
Storia
Da Domaso, in mwraepoca romana, passava la mwrqmwrgvia Regina, mwrwstrada romana che collegava il porto fluviale di mwsaCremona (la moderna mwsqCremona) con mwsgClavenna (mwswChiavenna) passando da mwtamwtqMediolanum (mwtgMilano).
Gli annessi agli Statuti di Como del mwua1335 riportano Domaso come il comune che, all'interno della mwuqpieve di Gravedona, ha in carico la manutenzione del tratto della mwugVia Regina da ”… predicto tramite usque ad medium molum de Vercana”cite-ref-1-7-0[6].
Ai tempi del mwwaDucato di Milano, dalla fine del XV secolo il comune di Domaso seguì per circa tre secoli il destino del feudo delle cosiddette "Tre Pievi superiori" di Dongo, mwwqGravedona e mwwgSoricocite-ref-1-7-1[6].
Tra il 1634 e il 1640 il governatore e filantropo Luigi Panizza ricostruì la chiesa di San Bartolomeo, il convento e in quella chiesa fece costruire una cappella dove fece seppellire e fondò anche due scuole, con gli stipendi dei rispettivi maestricite-ref-8[7].
Un decreto di riorganizzazione amministrativa del mwawRegno d'Italia napoleonico datato mwba1807 sancì l'accorpamento di mwbqVercana nel comune di Domasocite-ref-2-9-0[8]cite-ref-10[9], decisione che fu tuttavia revocata con la mwdgRestaurazionecite-ref-11[10].
Simboli
«Di rosso, alla croce d'argento, accantonata nel primo da un
pastorale
, nel secondo da un coltello posto in palo, nel terzo dalle lettere maiuscole CO sormontate dal segno di abbreviazione, nel quarto dalle lettere maiuscole DO pure sormontate dal segno di abbreviazione; il tutto d'argento.»
Lo stemma comunale, privo di formale decreto di concessione, deriva da un affresco del secolo XVII dipinto su un palazzo sede delle truppe spagnole di stanza al mwhwforte di Fuentes, nel mwiaPian di Spagna. La figura principale è la croce d'argento della città di Como, affiancata dal coltello d'argento, strumento del martirio di san Bartolomeo, patrono del paese, e dal bastone mwiqprepositurale conservato nella chiesa Collegiata di Domaso, simbolo del cammino di evangelizzazione. In punta, le lettere con il segno di abbreviazione ribadiscono la denominazione della comunità di Domaso.cite-ref-13[12]
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Per la storia della diffusione della mwmgfede cattolica e degli edifici sacri vedi anchecite-ref-14[13]
• mwoqChiesa di San Bartolomeo - Ricostruzione barocca di una chiesa precedentecite-ref-15[14] attestata nella pieve di Gravedona già al termine del XIII secolocite-ref-16[15].
• Chiesa di San Giovanni Battista - Chiesa sconsacrata della seconda metà del XV secolo, edificata nel luogo ove si trovava una precedente cappella dedicata a S. Caterina d'Alessandria, risalente probabilmente al XII secolocite-ref-17[16]. Ospita numerosi affreschi raffiguranti le scene di San Giovanni Battista. Ancora oggi la chiesa è un luogo molto apprezzato dai turisti.
• Chiesa di sant'Antonio Abate o chiesa dei frati chiamata così perché una volta c'era un convento. Costruita tra il 1624 e il 1646cite-ref-0-18-0[17], la chiesa è appena stata ristrutturata. L'interno è formato da una navata singola, nella quale si innestano due cappelle laterali e un presbiterio rialzaticite-ref-0-18-1[17]. Il pavimento a sinistra dell'ingresso ospita una lastra in pietra che nasconde una botola che conduce a un ossario interratocite-ref-0-18-2[17]. Il tetto, ricoperto in lastre di pietra della mwvqValmalenco, è dotato di un piccolo mwvgcampanile a velacite-ref-0-18-3[17].
• Chiesa della "Madonna delle Grazie".
• Oratorio di San Silvestro.
Architetture civili
Villa Camilla
Villa Camilla, realizzata nella prima metà del XVII secolo come dimora della famiglia Ghezzi,cite-ref-3-19-0[18] fu successivamente comprata e rielaborata per conto della famiglia di Filippo Antonio Calderaracite-ref-3-19-1[18] di Turanomw2qmw2gcite-ref-0662-20-0[19]. Dopo essere stata ereditata da mw3wVittoria Peluso (1806cite-ref-3-19-2[18]), la villa passò dapprima nelle mani dei Lampugnani (1837cite-ref-3-19-3[18]), poi in quelle degli inglesi Hill (1866cite-ref-3-19-4[18]) e, infine, in quelle di Giuseppe Sebregondi (1903cite-ref-3-19-5[18]mw8amw8qcite-ref-0662-20-1[19]), committente di alcune decorazioni, dell'ampliamento del giardino,mw9gmw9wcite-ref-0662-20-2[19] e della ridenominazione della villa, dedicata alla consorte Camilla Barbiano di Belgioioso. Nel 1955, la villa fu donata dagli eredi Sebregondi all'amministrazione comunale, la cui sede si trova ancora oggi all'interno della villamw-amw-qcite-ref-6222-6-1[5]. Gli interni sono decorati da affreschi, mentre nel giardino crescono oltre 120mwaqimwaqmcite-ref-0522222242-21-0[20] tipi diversi di mwaqgcamelie.mwaqkmwaqocite-ref-3-19-6[18]cite-ref-0662-20-3[19]
Altro
Altra caratteristica interessante è la qualificazione decorativa delle facciate delle case lungo la mwaruvia Regina, che sono ornate da affreschi votivi, portali in pietramwarymwarccite-ref-6222-6-2[5] e stemmi gentilizi,mwarwmwar0cite-ref-0622-22-0[21] fatto che confermerebbe l'importanza della strada dal punto di vista commerciale, una via privilegiata per connettere il lago alla mwasiSvizzera.
Società
Evoluzione demografica
mwasyDemografia pre-unitaria
• 1751: 700 abitanticite-ref-1-7-3[6]
• 1771: 915 abitanticite-ref-23[22]
• 1805: mwatm1 002 abitanticite-ref-2-9-1[8]
• 1853: mwaua1 398 abitanticite-ref-24[23]
Demografia post-unitaria Abitanti censiticite-ref-25[24]
Geografia antropica
Il comune è formato da un centro storico, in riva al lago, e due frazioni, Pozzolo e Gaggio. Il borgo antico si sviluppa lungo l'mwavaAntica Via Regina e presenta un impianto urbano caratterizzato da ripide viuzze che, dalle case a mwaveportico sul lago, attraverso archi e sottopassi, si inerpicano verso monte.
Infrastrutture e trasporti
Domaso è servito da mezzi pubblici delle linee del TPL di Asf autolinee (linea C10 Como Colico) e in periodo scolastico anche la (linea C19 Pianello, Morbegno, Sondrio) che collega mwavqPianello del Lario a mwavuMorbegno e una corsa prolungata fino a mwavySondrio e la stazione ferroviaria più vicina è Colico treni per Sondrio, Lecco, Milano, Chiavenna e Tirano. Però dispone di uno scalo per battelli e mwavcaliscafi, principalmente nella stagione estiva, ma anche in inverno.
La cittadina è anche attraversata dalla statale Regina (SS 340dir).
Amministrazione
Note
Esplicative
cite-note-5N 1. ↑ Per il mwawidialetto comasco, si utilizza l'mwawmortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale mwawqFamiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letterariamwawu.
Bibliografiche
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Bibliografia
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• citerefbelloni-et-alLuigi Mario Belloni, Renato Besana e Oleg Zastrow, Castelli basiliche e ville - Tesori architettonici lariani nel tempo, a cura di Alberto Longatti, Como - Lecco, La Provincia S.p.A. Editoriale, 1991.
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• citereftciTouring Club Italiano (a cura di), Le province di Como e Lecco: il Lario, le ville, i parchi, Bellagio, Menaggio, Varenna, Touring Editore, 2003, ISBN 978-88-365-2919-3.
• citereftrabellaFrancesca Trabella, 50 Ville del Lago di Como, Lipomo, Dominioni Editore, 2020, ISBN 978-88-87867-38-1.
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comunedomaso.it.
• citerefsapere-itDomaso, su sapere.it, De Agostini.
• citereflombardiabeniculturaliDomaso, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
• mwamsDomaso sul lago di Como, su lago-di-como.over-blog.com.